INSEGNARE IN INGLESE. METODOLOGIA CLIL

L'acronimo CLIL (Content and Language Integrated Learning, cioè “apprendimento integrato di lingua e contenuto”) si riferisce a iniziative in cui l'apprendimento delle lingue straniere e quello dei contenuti sono integrati nel curriculum. Il CLIL, per esempio, può riguardare l'insegnamento delle scienze naturali in lingua inglese. David Marsh, professore dell'Università di Jyväskylä in Finlandia, uno dei massimi esperti mondiali di CLIL, nella sua definizione indica bene il legame tra lingua e disciplina non linguistica: «CLIL si riferisce a situazioni in cui le materie, o parte di esse, sono insegnate attraverso una lingua straniera con un doppio obiettivo, cioè l'apprendimento del contenuto e il contemporaneo apprendimento di una lingua straniera» [1].

1. Imparare parlando, parlare imparando

Nella metodologia CLIL la lingua straniera è intesa sia come strumento didattico da utilizzare per imparare un contenuto differente dalla lingua stessa, sia come obiettivo da raggiungere mentre l'alunno la utilizza. In questo senso, l'apprendimento della lingua e del contenuto passa attraverso un vero e proprio learning by doing: si impara la lingua usandola e si usa la lingua mentre si impara, con una modalità incrociata che sembra accrescere la motivazione degli studenti all'apprendimento stesso.

Inoltre, non è irrilevante evidenziare che il CLIL permette lo sviluppo di una mentalità multilinguistica e di un'abilità alla comunicazione interculturale nel curriculum delle classi coinvolte. Questi concetti sono chiaramente illustrati da David Marsh e Gisella Langé nel breve volume Usare le lingue per apprendere e apprendere a usare le lingue: «Immaginate di imparare a suonare uno strumento musicale come il pianoforte senza poter mai toccare la tastiera, o a giocare al calcio senza avere l'occasione di dare un calcio alla palla. Per padroneggiare uno strumento musicale o il pallone è necessario acquisire sia conoscenze sia abilità. In altre parole, si impara efficacemente se si acquisiscono conoscenze e se nel contempo si fa pratica usando lo strumento. Ciò vale tanto per il calcio e per la musica quanto per la lingua. Si possono trovare occasioni per suonare il pianoforte a scuola o fuori dalla scuola, ma quali occasioni si offrono a voi o ai vostri figli di usare la lingua a scuola o a casa? Se la risposta è negativa, ciò che è stato appreso durante le lezioni di lingua straniera può andare completamente sprecato. Con il CLIL abbiamo l'opportunità di evitare che ciò accada dando la possibilità ai giovani di mettere in pratica ciò che apprendono mentre stanno apprendendo»

2. I ferri del mestiere

CLIL non significa semplicemente spiegare un contenuto in una lingua straniera anziché nella lingua madre degli alunni. CLIL significa ripensare tutto l'approccio didattico relativo all'insegnamento di quel contenuto e di quella lingua straniera ed essere in grado di mettere in pratica una metodologia didattica innovativa. Per questo, in genere l'insegnamento CLIL prevede la partecipazione degli alunni ad attività pratiche e di gruppo che presentano anche attività divertenti, al fine di favorire buone relazioni di collaborazione nell'ambiente classe e maggiore motivazione degli studenti all'apprendimento. Anche in questo senso, possiamo dire che almeno alcuni approcci del CLIL si ispirano direttamente alla teoria pedagogica del learning by doing, intesa come momento di sperimentazione attiva da parte dell'alunno. Ponendo lo studente al centro del processo di apprendimento, la lezione CLIL promuove modalità di lavoro tasked-based, oltre che un cooperative learning.

Altro “strumento” tipico della lezione CLIL dovrebbe essere la presentazione dei contenuti disciplinari in modo concreto e visivo, se possibile attraverso supporti multimediali che aiutino a focalizzare meglio le parole chiave di un testo e a memorizzare parole associate a immagini e dunque concetti riguardanti l'argomento trattato.

3. Il CLIL e le scienze

La decisione di utilizzare la metodologia CLIL applicata alle scienze – scienze naturali, informatica e tecnologia … – è sicuramente vincente. Gli alunni, infatti, sono ben consapevoli di quanto sia importante, ai fini di un futuro inserimento nel mondo del lavoro, apprendere un linguaggio specialistico in una lingua straniera, che è tipicamente la lingua inglese. Nel caso di CLIL applicato alle discipline scientifiche e tecnologiche, gli obiettivi che il docente dovrà porsi sono: lo sviluppo di un lessico specialistico, l'utilizzo in un contesto nuovo di strutture linguistiche già apprese, l'utilizzo di materiale originale in lingua straniera, la partecipazione a laboratori pratici condotti in lingua straniera e inoltre lo sviluppo di competenze specialistiche nella lingua madre e nella lingua straniera, spendibili in un'esperienza professionale sia in Italia sia all'estero.

4. In classe!

Come viene erogata una lezione CLIL? Per prima cosa la lezione inizia con un'attività di brainstorming, in modo da permettere agli alunni di recuperare nozioni già acquisite e al docente di presentare una scaletta degli argomenti che intende trattare, magari fornendo un elenco di parole e frasi chiave.

È importante che gli alunni partecipino alla lezione CLIL in maniera collaborativa e che durante l'attività didattica abbiano spazio per esprimere le proprie idee, chiaramente in lingua straniera, e per confrontarsi con i compagni e l'insegnante, ricevendo quando possibile chiari segnali del miglioramento del proprio percorso formativo. Il lavoro potrà essere organizzato in modo da promuovere attività didattiche differenti in base alle conoscenze e capacità di apprendimento di ciascuno.

5. Materiali ad hoc

La didattizzazione del materiale CLIL è sicuramente un punto cruciale in un percorso di insegnamento integrato di lingua e contenuto. Utilizziamo, indipendentemente dalla materia veicolata, supporti grafici, mappe concettuali, ripartizione in paragrafi e glossari, a sostegno della comprensione in lingua straniera, e prepariamo attività didattiche prediligendo esercizi di completamento, a scelta multipla, vero-falso, cruciverba, individuazione di parole chiave e riordino di paragrafi.

6. Il CLIL e la riforma

Nella circolare del 9 dicembre 2010 (prot. 10872) del Ministero per l'istruzione, l'università e la ricerca si ufficializza l'avvio di «attività per la formazione dei docenti di disciplina non linguistica (DN L) in lingua straniera secondo la metodologia Content and Language Integrated Learning (CLIL)», precisando che il requisito di accesso ai percorsi di formazione è il possesso di competenze linguistico-comunicative nella lingua veicolare di livello almeno B1 del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue del Consiglio d'Europa (per maggiori informazioni sul Quadro consultare la voce su Wikipedia). La circolare ministeriale sottolinea chiaramente che «il docente CLIL è in grado di progettare percorsi CLIL in sinergia con i docenti di lingua straniera e/o di altre discipline». L'obiettivo della formazione è far acquisire ai docenti CLIL sia competenze linguistico-comunicative relative alla lingua straniera veicolata, sia competenze metodologico-didattiche specifiche per il CLIL; docenti già in possesso di competenze linguistiche certificate di livello C1 potranno accedere da subito alla formazione metodologica.

  • Campagna estate 2015

     

     

    Campagna inverno 2014

     

     

    Campagna Natale 2014

     

     

    Campagna autunno 2014

     

    Campagna primavera/estate 2014